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Le alici di Menaica sono così chiamate perché pescate con un particolare tipo di rete detta, appunto, menaica. Si tratta di un’antichissima tecnica sviluppatasi in tutto il mar Mediterraneo al tempo degli antichi greci. Sebbene essa sia stata sostituita, al giorno d’oggi, dai moderni metodi di pesca, sopravvive tutt’ora in pochissime località d’Italia, tra cui Marina di Pisciotta, un piccolo borgo della costiera cilentana. Qui, questa antica tradizione è mantenuta viva da un piccolo gruppo di circa sei pescatori.

La pesca di queste alici avviene nelle giornate di mare calmo tra aprile e luglio, quando, al tramonto, i pescatori escono e stendono la rete al largo. La menaica seleziona solo gli esemplari più grandi, lasciando liberi i più piccoli, in modo tale da rispettare l’ecosistema e favorire il ripopolamento.

Le alici, intrappolate nella rete, si agitano perdendo in breve tempo gran parte del loro sangue. I pescatori ritirano a mano la rete in superficie ed estraggono i pesci uno ad uno, ripulendoli direttamente delle interiora e della testa e sistemandoli in cassette di legno. Vengono portati poi a riva e lavorati immediatamente in modo da lasciare intatti gusto e freschezza, senza dover utilizzare ghiaccio per il loro mantenimento.

Innanzitutto vengono lavati nella salamoia e poi sistemati nei tradizionali vasetti di terracotta, detti terzigni, alternando con strati di sale marino artigianale, proveniente esclusivamente delle saline di Trapani. La stagionatura avviene in locali freschi e umidi, chiamati magazzeni, ed ha una durata di almeno tre mesi. Durante la stagionatura la salamoia delle alici tracima dai vasetti di terracotta e viene raccolta in un catino e poi sistemata in una damigiana di vetro. La parte chiara della colatura, quella che sale in alto, è un condimento per paste, insalate e verdure.

Dal 2012, uno degli antichi magazzeni diventa ufficialmente il “Laboratorio Artigianale Alici di Menaica”, dopo averlo reso idoneo alle normative CE.

Le alici di menaica sono state elette da Slow Food a presidio alimentare e si distinguono per la carne chiara che tende al rosa e per il profumo intenso e delicato. Si mangiano fresche o sotto sale, crude o cotte, in insalata, appena sbiancate dal limone e condite con olio, aglio e prezzemolo. Le alici inchiappate del Cilento rappresentano un piatto tipico tradizionale di Pisciotta.

Foto da scopripisciotta.com – www.cilento-travel.com – www.ilmorodellamolpa.it-