terracotta

Nel Cilento, gli artigiani di un tempo avevano regolare bottega oppure erano ambulanti che, spostandosi per casolari, barattavano le loro prestazioni con prodotti alimentari o ottenendone modesti guadagni.

Tra questi c’era ‘u Conzapiatti, il conciapiatti, che all’occorrenza si adoperava anche a riparare ombrelli ma che, principalmente, si occupava della riparazione di pentole, piatti, recipienti e brocche che, essendo usati quotidianamente ed essendo sottoposti a continui urti, si rompevano facilmente. Una volta sistemati, potevano essere usati ancora per lungo tempo, risparmiando sul nuovo acquisto.

L’artigiano annunciava il suo arrivo urlando “è arrivato ‘u conciapiatti”, così da non perdere tempo. Le massaie, a quel richiamo, uscivano in strada portando gli oggetti da riparare.

Con un trapano rudimentale sistemava il vasellame rotto, praticando dei fori nei cocci e unendoli prima con filo di ferro e poi con mastice o con un impasto di cenere, gusci di uova schiacciati e acqua.

Le massaie seguivano attentamente e pazientemente il lavoro, contando il numero di fori eseguiti, da cui dipendeva il compenso.

Foto da cucinarefacile.com